Diario confuso e sconclusionato di un anno di vita, ricerca, viaggio, scoperta e di tutto quello che può accadere ....
L'avventura inizia il 01 maggio 2010!

venerdì 29 ottobre 2010

Kiwi land and people!






Strano paese e strano popolo questo neozelandese.....
Tanto spazio, tanto verde, tanta neve, tanta acqua....una natura che lascia spesso senza parole e che qui fa davvero capire chi è che comanda e quanto siamo piccoli, soprattutto ad una persona abituata a vivere in città con alta densità di cemento e poi all'improvviso catapultata qui....mai vista una cosa del genere in tutta la mia vita.....le cose che più ho amato:
la strada che collega Greymouth e Christchurch, vallate deserte, fiumi blu (non lo avevo mai visto un fiume blu io...), montagne innevate, il bus che arranca ai 20 all'ora, stupendo. Non per niente è una delle strade panoramiche più famose al mondo. Va da sé che io non lo sapevo, vero?
la strada che collega Christchurch e Kaikoura, strane e dolcissime collinette piene di pecore e mucche, verde, serenità e pace e poi all'improvviso il mare
Le foche
le pecore (vedasi sotto simposio)
Kaikoura ed il suo track
Qualche riflessione e spunto adesso.
Se per caso avete un prato enorme od anche una prateria come quella che aveva Zeb Macahan oppure una di quelle odiosissime collinette che non si sa come falciarle e non sapete come tenerle in ordine, la soluzione è semplicissima: LA PECORA. O meglio le pecore se trattasi di prateria. Il mansueto e pacifico animale è capace di brucare per giornate intere senza sosta . Fa un praticello che ci si può giocare a golf. E' un animale precisissimo, non sbaglia di un millimetro. Quando sono più di una poi sembrano una fabbrica di falciatrici, tutte a testa bassa che lavorano senza tregua, non è un animale scansafatiche la pecora, quel che va fatto va fatto.
Lo zio Alberto, che scorrazzava allegramente col suo piccolo trattorino/falciatrice nella campagna forlivese nel tentativo di domare il suo prato avrebbe amato molto questo spunto, così si risparmiava tutta quella fatica e poteva starsene seduto ad ammirarle lavorare al posto suo col suo solito bicchiere in mano con dentro un intruglio che nessuno ha mai capito cos'era (e nessuno ha mai osato assaggiare).
Me lo immagino proprio.... :) famiglia Adinolfi esiste ancora quel trattorino?
La pecora ha altri pro: quando avete freddo produce la mitica lana, le date una bella tosata e filate la lana. Non lo so neanche io come si fa a filare la lana ma qualcuno lo saprà , alla peggio Google.
Se avete fame NON MANGIATE LA PECORA PERCHE' SIETE DEGLI ASSASSINI ALTRIMENTI E POI FINISCE IL BUSINESS bensì mangiate il formaggio che avete diligentemente prodotto col suo latte, che per altro è anche più digeribile di quello di mucca. Dato che ci siamo gentilmente fate anche un po' di ricotta così facciamo i cannoli siciliani, grazie.
Se volete fare due chiacchiere vi mettere accanto a lei e le parlate, vi sfogate, le esponete tutti i vostri problemi, avete parlato con gente molto più stupida nella vostra vita ne sono sicura.....io di certo.
E poi son tutte belle queste pecore, oggi ne ho vista una cicciona, tutta bianca con la testa tutta nera, bellissima!
Un evidente business da sviluppare qui è quello dell'agricoltura. Agricoltori in difficoltà qui c'è terra ed acqua in abbondanza, compratevi un bel biglietto aereo, prendete su un aratro, va bene anche uno di quelli del museo degli attrezzi agricoli di Forlì tanto qui in ogni caso sarete più avanti. E piantate pomodori (8 dollari al kg, made in New Zealand), aglio (18 dollari al kg, no non ho scritto male, made in New Zealand), peperoni (3,49 dollari L'UNO, sempre prodotto locale) e così via. Magari che sappiano di qualcosa, va bene anche se il pomodoro sa di cavolfiore, almeno ha un sapore; agricoltori avete davanti un futuro più che roseo.
Pizza: che dire, 22 dollari una pizza, si commenta da sé. Non aggiungo altro. Un mare di opportunità. No una cosa la vorrei aggiungere, 22 dollari per una pizza è un ladrocinio, vergognatevi neozelandesi.
Brodaglia: qui viene propinata una brodaglia inodore ed insapore ma estremamente dispendiosa. La chiamano caffè. Premesso che a me non piace l'espresso italiano ed amo invece il caffè filtrato, per intenderci quello che fa schifo a tutti voi, tipo Starbucks, mi va bene anche il Nescafè e quindi non ho propriamente il palato fine, qui il caffè costa 4 dollari e sa di acqua. Ora dico io, se di acqua ne avete un treno (non siamo in Rajastan dove non vedono un monsone da 3 anni, vedasi puntate sull'India), con che coraggio fate pagare un caffè od un tea 4 dollari scusate se mi permetto?
Il cibo locale tradizionale non si è capito cos'è. Temo che sia riconducibile solo alla PIE, una sorta di imitazione della pie inglese, praticamente una specie di pasticcio buttato sopra una base di torta salata e richiuso sopra con la stessa pasta della base o con una specie di purè che però non è buono come il purè. Il ripieno è molto variato, può essere carne, carne e bacon, carne e formaggio.
Oggi ho trovato una bakery che faceva la pie vegetariana (si vede che aveva finito la carne), l'ho comprata dato che ero molto curiosa. Non sa di niente dato che le verdure non sanno di niente, ma almeno mi sono tolta lo sfizio. Sopra c'era il purè.
Per il resto il piatto nazionale è il toast con questo pane da toast di gommapane che è l'unico che si trova qui. Ergo c'è un altro evidentissimo business, quello del panificatore. Margini ampissimi. Si diventa eroi nazionali con la peggio ciabatta che sapete fare. Ah e ovviamente la Marmite.
Negozi: sarebbe carino se li teneste aperti un pochino più a lungo, capisco tutto ma chiudere alle cinque del pomeriggio nelle grandi città mi sembra un po' prestino, lasciatevelo dire. Poi il turista medio (che sarei io) è spaesato, dopo quell'ora sembra che abbiano tirato una bomba sulle città (oppure che ci sia stato un altro terremoto a Christchurch ed io non me ne sia resa conto) e non si vede più nessuno in giro, ci si sente anche un po' cretini.
Eco: allora qui vogliono fare tutti gli ecologici, e va bene; ricicliamo tutto, giusto. Risparmiamo energia, perfetto. Ma se le case sono fatte di cartone e se il concetto del doppio vetro non ha passato i controlli doganali evidentemente, come le isoliamo queste benedette case da sto vento e sto freddo maledetto? Allora, su! Forza! Compriamo un po' di mattoni! Vi mandiamo un po' di gente da Venezia che vi insegna come si fa il vetro e via, attacchiamo un altro vetrino, vedrete come si risparmia davvero, e magari così avete anche meno morti causa freddo tra i turisti inconsapevoli del triste destino che li attende in questo paese.
Ho conosciuto una coppia danese simpaticissima con la quale ho passato una bellissima serata a chiacchierare, Sarah e Maas (che si pronuncia completamente diverso ma non importa), loro mi spiegavano che in Danimarca i doppi vetri non esistono. Perchè loro hanno i tripli vetri, vedete voi.... Maas ha un'azienda a conduzione familiare che si occupa di affumicare salmoni ed anguille come si faceva una volta, con vecchi forni a legna ; non c'entra niente con la Nuova Zelanda ma mi piaceva raccontarlo perchè è molto interessante tutto il procedimento e perchè non avevo mai conosciuto nessuno che facesse sto mestiere.
Sarah e Maas, thank you for the local champagne, remember, I'm waiting for you in Italy!
Automobili: comprare un'automobile usata è quel che di più comune e banale ci possa essere al mondo. Con 25 dollari e 10 minuti si fa il passaggio di proprietà. Niente notai, palate di soldi, tempo perso, attese, agenzie di pratiche auto e quant'altro, 2 firme e 25 DOLLARI....... le auto usate poi costano pochissimo, con 500 dollari che sono circa 270 euro ti porti a casa una roba certamente non figa ma che va comunque, fa il suo bravo dovere di mezzo di trasporto.
MAORI: qui davvero tanto di cappello ragazzi. Le insegne sono tutte in doppia lingua, anche i messaggi di benvenuto dell'autista del bus! Molta gente kiwi di origine europea studia la lingua maori, le tradizioni sono conservate e rispettate DA TUTTI, l'integrazione mi pare pressochè totale. Altro che gli indiani d'America con i loro ghetti anche detti riserve.....qui si capisce che questa è casa loro, punto.
Sarah la danese mi ha fatto morir dal ridere quando mi ha raccontato che ha conosciuto un americano che le ha chiesto come hanno risolto loro il problema dell'integrazione con i vichinghi...vai tu a spiegargli che i vichinghi sono tutto il popolo danese...beata ignoranza.....lei non sapeva se ridere o piangere alla domanda. Rispondere era escluso....
Dimenticavo, forse l'avevo già detto ma i maori sono belli, sono massicci (o ticci come direbbe Sofia, mi è sempre piaciuta un sacco questa espressione...) e pieni di tatuaggi ma qui finalmente il tatuaggio ha un senso dato che è nella loro storia e nella loro cultura.
WIFI: in una parola, vergogna. Anche l'India è più avanti. E se qualcuno ha seguito anche solo alcune delle vicende dei Commonwealth Games a Delhi si capisce che è proprio difficile che l'India sia più avanti di altri paesi....
Il wifi non c'è. Se c'è, è sempre a pagamento. Nel 2010 in una nazione a loro dire evoluta. Boh....Dove trovi scritto “free wifi” caro viaggiatore, non ti fare fregare, sappi che non è vero. O meglio è free ma per un'ora o due.
Abbigliamento: il concetto del “casual” viene applicato alla lettera qui dalle gentili signore ivi abitanti. Allora la donna “tipo” qui si alza la mattina, si fa la sua brava doccia (immagino) e poi apre un armadio, non importa di chi sia l'armadio, suo , dei figli, della nonna, del marito, del cane. Prende i primi vestiti che le vengono in mano. Non importa il colore, il taglio, la forgia, la misura, la lunghezza, la larghezza, la pesantezza, lo stile e meno che mai importa se le sta bene o se fa ridere. Si vedono gonne fiorate abbinate a camicie a righe con sopra la loro bella giacca a pois. La tinta unita qui non va. Tornando alla nostra donna “tipo”, ella si mette quei vestiti. E POI ESCE ANCHE DI CASA COSI' CONCIATA. E sta fuori tutto il giorno, non è che va a prendere il giornale che è nella buchetta delle lettere e poi si richiude in casa.
Non è che si vedano delle gran bellezze qui cari amici lettori di sesso maschile, se volete venire qui in vacanza per vedere quel tipo di bellezza locale risparmiate tempo e denaro, andate da altre parti.
Per le scarpe e le borse naturalmente si seguono le stesse regole. Con una sola eccezione, a volte i bambini e spesso anche i ragazzini fino a circa 18 anni (che qui sembrano cretini come in Italia, altro che Israele) vanno in giro scalzi. Si son visti anche degli adulti. No non hanno le scarpe in mano, sono proprio usciti di casa senza sono scalzi e non parlo di disadattati o di indigenti che per stare al mondo praticano l'accattonaggio. Però..... tutto questo dà un certo senso di sollievo, di libertà acquisita, si sente meno l'ansia da prestazione per quanto riguarda l'abbigliamento e l'apparecchiatura in generale qui...mi sono fatta quindi prendere dall'entusiasmo ed ho acquistato una minigonna (2 dollari in un preloved shop, alla peggio non è che abbia buttato via molti soldi...). E non l'ho acquistata per regalarla a mia sorella che sarebbe stata l'unica cosa saggia da fare. No, me la metto pure!!! Non sono completamente impazzita oppure in preda a delirio, naturalmente la indosso con delle leggins sotto.....
Escursioni: giornata nei dintorni di Wellington per vedere i luoghi dove è stato girato “The Lord of Rrings” 170' dollari. No, non ho detto per incontrare gli attori, solo x vedere i posti.
Due ore di gita in barca per vedere le balene al largo di Kaikoura 150 dollari. Sarebbe come dire che per fare un giro sulla motonave Apollo al largo di Rimini vogliono 80 euro e non ti danno nemmeno il fritto di pesce ed il vinello frizzante. In Australia la stessa escursione costa la metà.
Camminata fino ai piedi del ghiacciaio 70 dollari, 2 ore. A me par di sognare. Si vede che vengono solo turisti molto ricchi in questo paese. Io non ho fatto un'escursione. Mi dispiace solo per le balene perchè per il resto ho fatto da me oppure non mi interessava nulla (vedasi escursione per vedere i luoghi calpestati dagli attori di The Lord of Rings); le vedrò in tv.
Musei: quasi tutti gratuiti. Alcuni non particolarmente entusiasmanti, altri belli; tutti tenuti benissimo, curati alla perfezione. Chi ha il pane non ha i denti e viceversa.Se penso al patrimonio che abbiamo in Italia ed a come lo trattiamo..... Qui fanno un museo anche per la casa di vostra nonna che per voi è un rottame.....
Trasporto pubblico: un disastro. I bus sono carissimi, non coprono tutte le zone e rarissimi. A volte ho fatto l'autostop ( pratica molto comune in questo paese) perchè c'era da aspettare tipo 5 ore per un bus , distanza da percorrere 30 km. Qui farebbe bella figura anche il nostro ministro dei trasporti che non so chi è ma tanto non se ne salva uno quindi....l'unica cosa ben organizzata sono gli Information offices, ce n'è uno in ogni città piccola e milioni in quelle grandi e la fermata del bus è sempre di fronte all'ufficio informazioni. Se siete in multipli di uno e decidete di fare un viaggio in Nuova Zelanda va da sé che conviene (anche economicamente) noleggiare un'auto, avrei potuto vedere molte più cose.
Città: non se ne salva una secondo me. Forse Auckland è la meno peggio ma se devo dire che mi ha entusiasmata.....anche no. Però ha degli angolini carini.
Domani si torna in aeroporto, alla prossima puntata!!!!!

Kaikoura...




terremoto a Christchurch....



Parrà incredibile, ma sono ancora vivi, e cantano ancora!!!




Cartellone visto e catturato a Christchurch

giovedì 28 ottobre 2010

boh....

ieri sera ho letto un pò di notizie italiane qua e là. Scopro che:

A Belen piace la Canalis
La Marcuzzi sta col figlio ei Pooh (quello scemo)
Buttiglione è sempre stato deficiente ed adesso ancora di più
Severgnini ha scritto un articolo su Berlusconi sul Corriere che è tristemente perfetto.......

Ma Belen non stava con Corona? e la MArcuzzi non stava con uno normale? X Berlusconi no way, non parliamo di Buttiglione.....

Che succede in Italia????

martedì 26 ottobre 2010

Rotorua





Che io ho chiamato Rorotua per almeno 15 giorni ma nessuno mi ha mai corretta....
Comunque, Rorotua è una simpatica località nell'isola nord sulla quale sono approdata ieri con volo da Christchurch, costava molto meno il volo su Auckland che il bus, vedete voi....poi da Auckland solito bus, ormai sono una superesperta. Nell'isola sud avevo anche fatto amicizia con un'autista donna, l'avevo incontrata almeno 3 volte su diverse rotte.... qui gli autisti sono strana gente, nel bus c'è un microfono e loro ti aggiornano continuamente su quanto manca, lo stato del traffico (qui quello che è la tangenziale di Bologna il 25 dicembre alle 04 della mattina, cioè il deserto del Gobi, è considerato un inferno, troppo traffico) ed altre cose senza importanza ma che per loro sembrano vitali.
Comunque, Rorotua è praticamente una cittadina costruita su un lago. Detta così sembra anche una cosa romantica. Fa un po' lago di Como e magari incontri anche George Clooney con quella gran culona (nel senso di fortunata, è bellissima, non le si trova un difetto nemmeno impegnandosi moltissimo, sembra anche simpatica, la cosa è quasi inaccettabile) della Canalis. In realtà però pare che il lago sia il cratere di un vulcano.
E la terra qui sotto bolle parecchio! Come vedete nelle foto allegate quello che loro chiamano zona geotermale che fa un po' terme di Castrocaro in realtà è un pentolone d'acqua gigante che bolle!
L'odore è quello che si può sentire anche a Vulcano o Saturnia ma il panorama è davvero grigio! Si vede fumo dappertutto e le cose che più mi hanno fatto impressione sono il rumore dell'acqua che bolle e il terreno caldo al tatto, un po' come avere il riscaldamento a pavimento praticamente!

giovedì 21 ottobre 2010

Post tutto x Marianna!




ecco una panoramica delle tue pecore!!!! che belle!!!

adesso ditemi voi se non sono belle....





non so se si riesce ma provate ad ingrandirle.... quella sull'erba è una foca adulta, il resto del reportage è su un cucciolo....erano a mezzo metro da me....luogo: Kaikoura, New Zealand

venerdì 15 ottobre 2010

ghiacciaio-la foto piu'bella....


si commenta da se', no?

caro babbo ti scrivo.....







Caro babbo ti scrivo...

Lo so che non ti piace essere chiamato così, preferisci papà, ma suonava meglio....
Eccomi qui al Franz Josef Glacier, famosissimo ghiacciaio neozelandese; riprenderei l'arcaico ma pur sempre efficace concetto del savoiardo dato al maiale. E' uno spreco.
E' uno spreco che ci sia io qui e non tu che ami tanto le montagne e che potresti apprezzare davvero fino in fondo quel che sto vedendo e vivendo in questi giorni. E magari azzardare percorsi di 8 o 9 ore che si inerpicano fino alla cima del ghiacciaio dai quali mi tengo a dovuta distanza dato che dopo 4 ore di camminata comincio ad inciampare anche nelle ombre (ricordiamo sempre Lupo, mio ex coach, quando mi chiedeva come fosse possibile che io inciampassi nelle righe del campo, che sono dipinte per i neofiti del basket. Me lo sono sempre chiesto anche io. La risposta è semplice caro Lupo Giordani, inciampavo nei miei stessi piedi, tutto qui).
Capisco che 24 ore di volo per chi non ama volare nemmeno mezz'ora e fa testamento ogni volta che deve prendere un aereo (lo fai ancora? Che risate...) solo un po' tante. Ma sono anche una sfida, dai, secondo me ce la fai, hai fatto cose ben più difficili nella tua vita....
Comunque purtroppo ci sono io qui e non tu e sto facendo del mio meglio per apprezzare la vicenda.
Intanto vorrei aprire un dibattito (Oriana puoi partecipare anche tu adesso che hai scoperto che sul blog si possono lasciare commenti :). I commenti sono per me la parte più bella di questo blog, grazie a tutti!!!!!!!!!!!!!!!):
ma se si è ai piedi di un ghiacciaio non vien da pensare che sia un freddo boia? Sono arrivata ieri pomeriggio, un sole incredibile, avevo caldo in maniche corte, vedete voi..... Oggi senza sole la vicenda già cambia a dire il vero, comunque nel mio immaginario la vicenda era semplice, ghiaccio=freddo, no????
Allora stamattina, dopo aver attentamente osservato come si apparecchiava la gente per andare sul ghiacciaio sia ieri per strada che stamattina all'ostello, pantaloni rigorosamente lunghi ed impermeabili, si sono visti anche quelli imbottiti che si usavano in montagna cent'anni fa quando ci andavo anche io e che credevo non esistessero più dato che fanno sembrare anche Linda Evangelista sovrappeso, pile supermegatecnici, giubbotti da mille ed una notte, scarponi da scalata che farebbero un baffo a quelli di Messner e che fanno rumore quando toccano l'asfalto, sciarpe in pile od alpaca, zaini che non sono zaini ma specie di astronavi per quanto sono avvenieristici e che traboccano di integratori salini , barrette energetiche e similari, gps per trovare i sentieri, sono partita baldanzosa con il seguente abbigliamento alla volta del ghiacciaio:

• Pantaloncini Technogym che arrivano sotto il ginocchio, per intenderci quelli che usavo in fiera (Riccardo ti vedo che ancora ridi per le mie performance su quella cacchio di bike da spinning. Non è rispettoso da parte tua ridere così apertamente, sappilo.). Non è che io non possieda dei pantaloni lunghi, ma la gita alle Blue Mountains mi ha insegnato che i jeans quando si infradiciano e si appiccicano alle gambe fanno freddo, meglio il polpaccio nudo con la pioggia, poi magari si restringe un po' con l'acqua, speriamo....
• Maglietta del centro yoga. No, non è una maglietta tecnica, è una normalissima t-shirt in cotone 100% con una scritta in sanscrito, mi porta bene. E' un po' macchiata di tea ma la macchia non va via, pazienza, le montagne non se ne avranno a male spero.
• Gilet in pile comprato in un negozio di Kuala Lumpur che svendeva tutto, pagato 2 euro, presumo non sia riconducibile alla categoria dell'abbigliamento tecnico.
• Giubbotto comprato a Nelson, New Zealand. In un second hand shop (nel quale la gentilissima commessa ottantacinquenne mi ha detto che questa è la primavera più fredda degli ultimi 40 anni in Nuova Zelanda. Avevo avuto il sospetto a dire il vero.) per 8 dollari neozelandesi. E' praticamente una spacie di k-way con l'interno in pile. E' tecnico secondo voi? Manca il cappuccio purtroppo, si vede che il padrone del giubbotto se lo è tenuto. Questo non è bello.
• Scarpe: Nike comprate a Singapore, che altro? Le finte Birkenstock non mi pareva il caso di usarle. Oppure avevo le flip flop.
• Calzini normalissimi di spugna corti, anche detti fantasmini.
• Sciarpa azzurra a fiori, praticamente il foulard (che poi è un pareo inrealtà ) azzurro che vedete in tutte le foto da quando son partita.
• Berretta assolutamente tecnica, ha l'interno in pile, ne vado fiera, è il mio cavallo di battaglia.
• Borsa a tracolla , la solita che è sempre con me. Avrei anche uno zainetto ma si è rotta la zip e poi non sosterrebbe la concorrenza di questi zaini moderni.
• Nella borsa una banana , l'acqua, la cerata. E dei calzini di ricambio...almeno imparo dalle mie disgrazie....

Quando arrivo al sentiero vengo guardata con disprezzo dai più giovani scalatori che evidentemente pensano che la montagna si offenderà per il mio irrispettoso abbigliamento e con pena dagli altri esseri umani più comprensivi.
Però..... se il sentiero è di circa 4 ore, è quasi tutto piano, la giornata è bella, senza offesa, magari sono anche stata fortunata, ma.....alla fine io impiego poco più di tre ore con il mio abbigliamento da pellegrina e tre quarti d'ora per tornare al campo base (che poi sarebbe l'ostello ma campo base fa più effetto, no?) in tutto meno di 4 ore, il gruppone supermegatecnico arriva in città in PULLMAN quando io sono già sotto la doccia. Prrrrrrrrrrrrrrrrrr!
Ma soprattutto, se fate questo giro che sarebbe capace anche Giuseppe mio nipote che non ha ancora due anni perchè ci sono segnali, paletti, avvisi ogni 10 metri e per di più lo fate con una guida, spiegatemi gentilmente, A COSA VI SERVE IL GPS?
Ora un paio di domande caro babbo, c'è una tecnica per la salita? Perchè mi rendo conto che forse le gambe lunghe , che sul piano aiutano molto, in salita rallentano e quando c'è un dislivello di 40 cm mi passano davanti anche le anziane con la zanetta; poi dopo la salita c'è un altro problema che sarebbe la discesa. Oggi ho tentato la tecnica dello sci (non dello spazzaneve che è la mia tecnica naturale di camminamento...) cioè zigzagare per evitare la discesa diretta e quindi lo scivolamento. Ma magari è una gran cazzata e c'è un sistema migliore per evitare di scivolare. Prego astenersi da commenti tipo “comprarsi delle scarpe tecniche” che sono ovviamente inappropriati.
Comunque il ghiacciaio è bellissimo e mi sono proprio divertita!
Amanti della montagna qualche foto per voi, Ele che ne dici, meglio di Ridracoli? Ma tu l'hai visto coi tuoi occhi l'anno scorso...Marina questo sarebbe il paradiso per te e Cristian (un bacione alla piccola Marta).
Ah dimenticavo, ieri ho visto delle pecore appena tosate. Poverine. Fanno ridere. Sembrano dei maialini. O anche degli irlandesi che non hanno preso il sole nelle ultime 10 generazioni ed hanno quel colore misto tra bianco e rosellino e decidono di esporsi al sole.
Ciao a tutti!!!!

mercoledì 13 ottobre 2010

New Zealand varie




Down under flash!

Come mi ha detto quel sant'uomo di Fabio della Legend viaggi che ancora ogni tanto mi deve sopportare per delle consulenze, adesso sono down under!
Direi che sono nel punto più distante dall'Italia a questo punto del mio peregrinare, sono in Nuova Zelanda.
Precisamente oggi sono a Motueka, città a tutti nota immagino.
La Nuova Zelanda al momento si può riassumere in poche parole. Bellissime montagne e stupendi panorami, altrettanto belle spiagge, natura incontaminata e davvero spettacolare, un freddo che non si vedeva dalla nevicata del '56 (vediamo se qualcuno capisce a chi è dedicato questo riferimento...), copiose pecore ogm (non so che erba mangino ma sono ciccionissime), mucche come se piovessero e ci sono gli alpaca, queste strane specie di minilama, molto più eleganti e pare anche che non sputino tra l'altro, che sono proprio buffi e carini (e fortunati, loro hanno addosso questa lana che dicono essere caldissima, io solo 4 peli in croce che non riparano dal vento e dal gelo; non voglio sembrare Cinderella, non temete, ho acquistato qualche indumento più pesante di quelli che ho indossato in questi mesi al caldo in Asia); foche simpaticissime (ho detto foche, non OTARIE...) che interloquiscono tra di loro in questo strano linguaggio e si polleggiano al sole per ore, pare anche balene ma l'escursione in barca per vederle costa più di un rene al mercato nero e quindi le guardo su Quark in tv (esiste ancora Quark?).
Esseri umani zero. Quei pochi sparuti si addensano in cittadine senza particolare fascino (al momento ho visto Wellington, Picton, Nelson e Motueka e non mi sono parse gran che); gli sparuti parlano neozelandese. Se l'australiano era complesso non vi dico sta roba cos'è. Sarà maori.
I maori sono fighi. Peccato che non ce ne siano una gran massa. Sono massicci, imponenti.
Non è che sia una popolazione particolarmente espansiva, il mio amico Craig, che è neozelandese, deve aver preso il suo modo di fare allegro e curioso negli anni passati a Londra od in Australia od in India, non certo qui.....per una volta non dico “ecco, me l'aspettavo diverso questo paese” perchè non avevo idee su quel che avrei trovato!
Ho trovato comunque di sicuro dei prezzi altissimi, ad una signorina in una bigliettieria di una compagnia di bus locale ho chiesto se per quel prezzo il bus lo vendevano perchè non poteva essere il costo di un biglietto. Non ha apprezzato l'ironia. I supermercati sonbo pieni di questa verdura che all'apparenza sembra buona (oltre che cara), invece, scherzone! No sa di niente.
Ho visto degli zucchini (prodotti qui, non importati dall'Italia) a 18 dollari al kg, va da sè che non li ho comprati....perdura l'altissimo costo del formaggio, questa incresciosa situazione si trascina da circa 5 mesi e mezzo, basta sono stufa....e perdura la totale assenza di un pane che si possa definire tale..... ah, quanto mi manca il pane che faccio io a casa!
Le mele sono buione, meglio che niente...le specialità locali non esistono, se non vogliamo conteggiare i toast e le pies di carne che sono tipicamente inglesi e la vegemite che è l'imitazione Australiana della tipica Marmite inglese. Che amarezza, voglio la parmigiana. E le lasagne. E la torta di mele della mia mamma ed il babà della zia ed i cappelletti della Tina e...potrei continuare ore ma immagino non interessi. Aggiungo solo la mozzarella di bufala ed il Franciacorta. Basta che mi vien da piangere....
Domani vado a camminare all'Abel Tasman, ma bisogna dire che si va a fare hiking perchè dire che vai a camminare non fa figo.
Buonanotte a tutti! Che per voi e buongiorno in realtà, il fuso orario è + 11 ore qui!

giovedì 7 ottobre 2010

Australians





L'australiano è un animale curioso.
Ha orgnizzato il suo paese in una maniera interessante, da studiare e riproporre in altri continenti... prendiamo un esempio, i treni.
I treni non sono superlussuosi o pretenziosi, i treni funzionano. Tutto qui. Partono puntuali ed arrivano puntuali.
I sedili non saranno comodissimi ma sono interessanti, c'è una specie di manopola che fa si che si possa girare lo schienale, quindi non è necessario viaggiare girati dalla parte sbagliata (in ogni caso l'australiano sul treno non parla con nessuno. Se ne sta per conto suo ed a volte ho visto gente che ha girato il sedile a rovescio pur di non comunicare con nessuno, curioso).
E soprattutto le tariffe sono rivoluzionarie. Ora, non ho avuto tempo nè voglia di studiare questo fenomeno di costume ma vi basti sapere che nella mia guida Frommer's del 1999 (lo soooo, non era proprio aggiornata, ma l'ho scambiata a Kuala Lumpur con altri libri, non volevo pagare una nuova guida australia dato che l'avevo già studiata e ce l'avevo a casa, i posti poi sono sempre gli stessi da visitare, cambiano i ristoranti e gli hotels ma chessene....) il prezzo indicato per un biglietto andata e ritorno per le Blue Mountains era 12,90 dollari andata e ritorno (che era un prezzo onesto anche nel 1999 dato che sono 4 ore di treno in totale...).
Io ho pagato il biglietto 10,40 dollari. Lascio a voi le debite riflessioni.
L'australiano è astuto.
Un esempio su tutti, i commessi nei reparti di articoli per la casa nei grandi magazzini, tipicamente acquistati da donne.
Sono tutti uomini. Non troppo giovani ma nemmeno obsoleti, non troppo belli ma con quel che, quella faccia simpatica e un pò da tuttofare, quella faccia di uno che sa cosa si deve fare se perde il tubo sotto il lavello della cucina insomma.
Sono gentili e disponibili senza scadere nella sgodevolezza ( si dice in italiano?) ma soprattutto distinguono con sicurezza ed al primo colpo un cucchiaio da minestra da un mestolo per la zuppa, cosa pressoche impossibile per la maggioranza del genere umano maschile che fa di tutti questi articoli un fascio e soprattutto vorrebbe vedere il fascio incendiato così non si parla più di piatti, bicchieri, servizi, posate e quant'altro.
Per questo i suddetti reparti sono sempre pieni di clienti.
L'australiano non ha proprio il palato sopraffino.
Un esempio su tutti: cena cucinata in ostello a Melbourne da ragazza australiana.
Pasta buttata nell'acqua fredda appena messa sul fornello. Le ho chiesto perchè, risposta, ovvia, si fa prima.
Acqua pochissima, sempre perchè così si fa prima (e diventa un pò un risotto mi verrebbe da dire).
Sugo: avanzi di insalata cruda, carote crude + concentrato di pomodoro direttamente dal tubetto sull'insalata + salsa comperata + formaggio tipo edam ma magari fosse stato edam, un blocco tipo monolite che viene scalfito solo con una grattugia che lo trasforma in scaglie.
Scola la pasta senza assaggiarla e senza guardare il tempo, tanto più o meno è cotta. Ecco fatta la cena. Ne vuoi un pò? mi chiede. No grazie, troppo gentile.
L'australiano vende davvero tutto quel che ha in garage ogni tanto, vedasi foto.
Sono andata ad un garage sale, ero troppo curiosa, mi faceva un sacco famiglia Bradford.... nel garage l'australiano tiene più o meno le stesse minchiate che teniamo noi italians.
L'australiano è uno sportivo. Molto sportivo. Corsa e bici sono gli sport più praticati. Per unire l'utile al dilettevole molti australians vanno a lavorare e tornano a casa di corsa. Lo so, fa ridere. Ma è vero. Mettono i vestiti nello zaino, si legano bene lo zaino sulle spalle ed in vita e via. Chiaro che in ufficio hanno la doccia....chi non ha la doccia invece corre solo al ritorno.
Un capitolo a parte merita l'australiano surfista, animale molto studiato (soprattutto dalle signore del gentil sesso).
Il surfista figo arriva sulla spiaggia di Bondi scalzo, senza asciugamano, borsa o quant'altro, esiste solo l'uomo ed il mezzo, cioè il surf. Pazienza se deve calpestare 4 bottiglie frantumate di birra camminando da dove avete lasciato la macchina cioè a 6 km fino alla spiaggia, si fa così.
Ecco qui cè una suddivisione, il surfista trendy arriva col mezzo a tracolla, imbandarellato dentro una specie di sacca; il surfista-uomo che non deve chiedere mai invece arriva con la tavola sotto braccio.
Il surfista arriva già con la muta addosso, non si cambia lì; la muta non è ancora ermeticamente sigillata però , altrimenti il surfista muore soffocato. Il surfista non è scemo, teniamolo presente.
Una volta giunto in prossimità dei flutti si passa alla solenne cerimonia della chiusura della muta; per questo sono sempre a disposizione sulla spiaggia delle vallette o delle groopies che si precipitano in aiuto dell'atleta.
Una volta effettuata questa importantissima azione il surfista scruta il mare con aria serissima per alcuni minuti, poi solleva la tavola e si butta elegantemente a mare.
Da questo momento in poi le molte ragazze che accorrono per ammirare i loro eroi smettono di prestare attenzione a quel che succede in acqua e si fanno i fatti loro, ridono, chiacchierano, si fanno le unghie etc etc.
Allora ho pensato una cosa. Ragazzi giovani e meno giovani questo messaggio e per voi.
Non è necessario saper surfare. Non importa, tanto non se ne accorge nessuno. Se effettuate tutti i preliminari come da me indicato vi siete già guadagnati la pagnotta.
Poi vi buttate a mare e salite a cavalcioni sul surf, poi ogni tanto vi ci stendete sopra a pancia in giù e remate con le braccia fino alle onde. Poi state lì; tanto i veri surfisti hanno ben altro da fare che guardare voi e non si accorgono di nulla. chi utilizza il vosro sistema si guarda bene dal puntare il dito dato che siete sulla stessa barca. Meglio di così... certo dovete buttarvi a mare con grazia e sicurezza e dovete saper stare a cavalcioni e remare con le braccia. E possibilmente dovreste saper nuotare.
Una volta usciti dall'acqua avrete tutte le vallette a vostra disposizione che vi aiuteranno a slacciare la muta, poi a voi l'ardua decisione, sfilo la parte superiore della muta o no? Se può aiutare a Bondi ho visto che i superfighi la sfilano, quelli che fan più figura insalamati nella muta aspettano di essere per strada prima di sfilarla.
Ciao Australians ed Australia e ciao amici italiani, ci risentiamo presto da un altro continente!!!

lunedì 4 ottobre 2010

Sydney & Blue Mountains





Prendo il famoso bus Greyhound da Melbourne x Sydney, mi sembrava un'idea simpatica viaggiare in bus , così almeno potevo vedere un pò di Australia strada facendo. Certo sarebbe meglio prendere un bus diurno per raggiungere questo scopo....
Di notte non si vede un tubo. Nemmeno capisco com'è fatta Camberra (che qui chiamano Chembera con l'accento sulla prima parte della parola, ci ho messo un pò a capire che città era....), pazienza....
Sydney ci accoglie col suo signor traffico mattutino e con un cielo nuvoloso ma almeno non è freddo come a Melbourne! Ecco questa può essere un'accettabile primavera.....
Qui mi aspetta una nuova avventura, il Couchsurfing, praticamente gente che mette a disposizione il divano di casa propria a viandanti, pellegrini e viaggiatori come me. Senza farsi pagare, per il solo spirito umanitario alcuni, per la curiosità di conoscere gente con culture e background diversi altri, per intortare altri ancora, il mondo è bello perchè è vario.
Tra i tanti profili ho scelto Ed, mi sembrava una persona seria ed ho pensato che potesse essere molto easy going dato che segnalava che per lui sono ok persone molto indipendenti.
Abita a circa mezz'ora di treno da Sydney, la cittadina è semplicissima da raggiungere ed altrettanto semplice è trovare casa sua.
L'appartamento è un comune appartamento come se ne vedono tanti anche da noi, Ed non mi pare invece un tipo molto comune. E' riservato ed allo stesso tempo ha un bello humor inglese, per esempio una sera, mentre parliamo dei cibi tipici australiani (che non esistono comunque) mi dice, serissimo, che le melanzane sono un cibo da donne, in Australia gli uomini non le mangiano e mi fa tutto un elenco di verdure che sono solo femminili. Io sono molto basita, dopo un pò capisco che mi prende in giro.
Ed ha un orto nelle vicinanze di casa sua, non si capisce cosa lo tiene a fare dato che tutte le verdure che produce, e non sono poche, lui non le mangia, le regala, perchè lui non cucina; direi che tiene l'orto per il gusto di lavorarci insomma.
Ha la cassetta per il compostaggio domestico, ricicla tutto quel che può, un consumatore ed abitante della terra attento ed intelligente.
Va dappertutto in bici, non ha l'auto, se deve fare spostamenti lunghi usa il treno.
Mi lascia le chiavi di casa, mi spiega 2 cose in croce sulla casa e mi dice che posso fare tutto quello che mi pare, lui lavora molto e non ha tempo x portarmi in giro ed in ogni caso rivedere ogni settimana l'Opera House non gli interessa.
Ed è decisamente una persona genuina ed interessante (ed è pure un figo che non guasta mai) , non lo ringrazierò mai abbastanza per questa possibilità che mi ha regalato di vivere in una casa per alcuni giorni, una casa normale, con la lavatrice, la cucina, avendo modo di fare cose stupide ma necessarie come farsi il silkepil in santa pace e tutto il resto, avendo la possibilità di imparare un pò di cose nuove ma allo stesso tempo godendo della massima libertà. I primi due giorni che sono stata a casa sua non ci siamo nemmeno incontrati!
Ed hope to see you in Italy for bike races!!!!!!!!!!!!!!!!
Sydney mi piace molto di più di Melbourne. Intanto qui la gente sembra anche avere un mestiere, ci sono un sacco di businessmen vestiti di tutto punto, ma dopo le ore 17 gli stessi businessmen li trovi senza la giacca a godersi una sana birra in un bar.
La città è molto varia, i quartieri sono diversissimi uno dall'altro, il mix tra nuovo e vecchio è molto bello e si respira una bella energia.
L'Opera House che presumo essere il simbolo della città sinceramente è la cosa che mi entusiasma meno, sono i quartieri la vera bellezza della città, King's Cross, the Rocks, Paddington, Glebe, Ultimo e così via!
La spiaggia di Bondi è davvero bella ma....è molto più piccola di quel che mi immaginavo, vista in tv sembrava più grande!
Le case sono tutte belle, le avrei comprate tutte.
Solo alcune chicche se qualcuno ha la possibilità di venire qui:
1 quartiere Paddington, c'è una bellissima libreria, si chiama Ariel, ne trovate diverse in città ma quella su Oxford street è la più bella, regna un'atmosfera incredibile! ci sono libri anche molto particolari, c'è un'area con i libri autografati dagli autori, un'altra area con libri da loro consigliati, sotto ogni libro un foglio scritto rigorosamente a mano riassume il pensiero dei lettori su quel libro.
Ci sono cose strane attaccate alle pareti, tipo vestiti old style o vecchie borse, i commessi sono simpatici, organizzano una setata per filosofi ogni tanto; insomma è da vedere! Peccato che non ci fosse un caffè all'interno, sarebbe stato perfetto! A me le librerie piacciono tutte quindi magari non faccio molto testo, ma questa è davvero speciale.
2 sempre quartiere Paddington, sempre su Oxford street, the Fringe. Cos'è? in teoria un bar ristorante, in pratica il giorno in cui ci sono stata io avevano organizzato una sorta di mercatino all'interno, circa 20 bancarelle, tutte superfighe, tutte produzioni rigorosamente non in serie di abiti, accessori, gioielli oppure vintage. Un casino assurdo, non si capisce niente. Bellissimo!
Poi sono stata un giorno alle famose Blue Mountains, così chiamate perchè pare che da Sydney semprino blu. Io da Sydney non le ho viste, lì sono verdi come quelle della canzone di Marcella Bella ma non ditelo agli australiani che sono permalosi e si offendono.
Scelgo la giornata perfetta per questa escursione, il cielo è terso (non escursione guidata, fatta per conto mio, qui ce la si faceva da soli!), parto all'alba (od almeno così credo ma stanotte hanno cambiato l'orario e gli orologi sono stati spostati un'ora in avanti, parto da casa alle 6,45 ma in realtà sono le 7,45, gallina beccami se lo sapevo di sta cosa dell'orario, in stazione a Sydney ci metto un quarto d'ora a capire l'accaduto) e prendo il treno per le Blue Mountains. Sissignori, ci si arriva in treno. 2 ore e passa la paura. Semplicissimo. Ma sopratutto bellissimo, il panorama è incredibile, man mano che ci si allontana dalla città e ci si avvicina alle montagne il paesaggio cambia, la vegetazione pure, le case lungo il percorso rimangono tutte bellissime.
Ecco, l'unica cosa è che sono 2 ore che piove. E più andiamo su e più piove. Arrivati in cima diluvia. Ma soprattutto c'è una nebbia pazzesca.
Infatti le famosissime 3 Sisters, dei pinnacoli che dicono essere stupendi, non si vedono. Li guardo nelle cartoline dell'ufficio informazioni, davvero un peccato non poterle vedere dal vivo.
Smette di piovere e quindi, incoraggiata dal gentilissimo omino dell'iNFO POINT, mi addentro nella foresta per un percorso di circa 2 ore che mi porterà in un'altra cittadina, il percorso pare essere molto bello.
L'omino dice in perfetto e comprensibile australiano che per oggi non pioverà più. Sembrava uno dei 10 comandamenti. Ci si fida, no?
Esattamente dopo un'ora dall'inizio del percorso e quindi esattamente a metà strada comincia a diluviare. Pioggia torrenziale.
Procedo cercando di aumentare la velocità ma essendo il sentiero diventato improvvisamente il letto di un torrente non è che sia così facile.
Arrivo a Leura in condizioni pietose ma non mi voglio arrendere alla truffa perpetrata da questo manipolo di delinquenti, un caffè 7 dollari, una zuppa di zucca 18 dollari e così via, a questo punto cambio strada e torno a Katoomba (città dalla quale provenivo), tanto più di così non mi posso bagnare e lì mi sembrano più onesti.
Arrivo dopo circa un'oretta (faccio un'altra strada, basta torrenti e cascate...il vecchio buon asfalto è meno traditore) con mezzo cm di acqua dentro le Nike, le solette (15 euro da Footlocker, vedete voi...) da buttare via. Per fortuna avevo una specie di semitelone addosso cioè un poncho per la pioggia, ma le maniche della giacca e le gambe dal ginocchio in giù non si sono salvate. Acquisto dei generi di prima necessità (viveri, asciugamani e calzettini di ricambio ) e mi reco spedita nel bagno della stazione per un'operazione di salvataggio-piedi.
Strizzo tutto, asciugo il giubbotto, la felpa e la maglietta sotto l'ascuigatore per le mani (uno per volta dato che non potevo star nuda nel bagno, va da sè che la porta non si chiudeva e che tutti mi vedevano), tento di asciugarmi e scaldarmi i piedi, mi metto i nuovi calzettoni e soprattutto dei sacchetti di plastica ai piedi (le scarpe ci metteranno secoli per asciugarsi). Una clochard. Se avessi teso la mano tutti mi avrebbero dato dei soldi.
Ecco, che bella giornata. Mi sento un fungo.
Comunque nonostante il tempo mi sono divertita, le montagne sono bellissime, non vi dico le case, i fiori e gli uccelli, vedete sopra, non è un pappagallo ammaestrato ma un essere libero, ce n'erano pure altri!!!! ed il panorama dal treno bellissimo!






sabato 2 ottobre 2010

pensiero...


Oggi sono cinque mesi che sono in giro per il mondo. Mi mancate... un abbraccio a chi mi legge!

Altre foto pinnacoli




Great Ocean Road





Decido di fare un investimento economico mica da ridere, 95 dollari australiani (circa 65 euro), per acquistare un'escursione in una delle zone pare più belle dell'Australia, la famosa Great Ocean Road. Non è che improvvisamente sono diventata spendacciona, è che non c'era altro modo per spendere meno e non vedere questa zona mi sembrava veramente una cosa cretina.
Si parte all'alba (si fa per dire, erano le sette e mezzo, ma dire l'alba fa più scena) con un pulmino 20 posti, il guidatore è un ragazzo indigeno, Cameron, che tutto ha fuorchè da indigeno, sembra un napoletano.
Primo stop a Bell's Beach, votata dagli australiani come spiaggia più bella dell'Australia, non tanto per la bellezza in sé quanto piuttosto per il fatto che pare essere una delle spiagge più belle al mondo per i surfisti, con onde impressionanti; adesso che ho visto queste onde quelle che avevo visto a Bali fanno ridere, sembrano le onde artificiali di Atlantica a confronto.
La spiaggia si vede anche in Point Break, film molto famoso di qualche anno fa.
Scendiamo dal bus; primo dramma., non c'è Keanu Reeves. Ma come, non si era detto che si era detto che eravamo in mezzo a Point Break? Passi il fatto che non c'è Patrick Swayze, il poveretto è passato a miglior vita, ma Keanu.....
Poi in seconda battuta realizzo che....insomma....fa freschino. No, freschino è riduttivo. E' un freddo assurdo. Non voglio commentare il vento.
Non so come si possa fare ad immergere i piedi in quest'acqua raffreddata dalle correnti che arrivano direttamente a Antartica e riavere i suddetti piedi indietro e non amputati causa geloni.
Io ho sempre il mio ridicolo abbigliamento estivo con l'aggiunta di una berretta ed un paio di guanti acquistati in un negozio qui a Melbourne.
Adesso capisco perchè qui è previsto il caffè caldo.
Si riparte, tutti a bordo! Il mio vicino di sedile, un ragazzo inglese che è qui da 9 mesi, non spiaccica una parola nemmeno ad interrogarlo.
Il panorama è davvero meraviglioso, le case lungo la strada (quasi tutte nuove, pochi anni fa in questa zona c'è stato un incendio che ha devastato tutto) hanno tutte la facciata esposta verso il mare e vetrate enormi, una poltrona od un divano posizionato per ammirare il mare. Stupende. Anche le più pezzenti.
Giungiamo a Lorne una cittadina davvero deliziosa, quindi non ci fermiamo, mi pare ovvio.
A Lorne ci sono un paio di eventi ogni anno tipo festival e ritrovi e poi una famosa corsa che non è tanto lunga ma pare molto divertente.
La corsa, circa 2 miglia, è stata “inventata” da due soggetti che, durante una giornata evidentemente molto indaffarata al pub, non sapendo come ingannare il tempo e non volendo pagare le birre consumate, hanno scommesso tra di loro che sarebbero arrivati dal pub fino al mare, bagno incluso, poi di nuovo di corsa al pub. Tutto questo senza spogliarsi, vestiti di tutto punto. Chi arrivava per ultimo pagava le birre. La corsa è ancora così.
Lungo la strada ci fermiamo a vedere un inutile monumento ai lavoratori che hanno costruito la strada e poi in diversi punti per le foto.
La storia della costruzione della strada è davvero interessante. Pare che a due soggetti che aveano visto una strada simile all'estero sia venuta l'idea di costruire questa strada, hanno sottoposto il progetto al governo federale che lo ha bocciato, poi al governo centrale che lo ha a sua volta bocciato. Io mi sarei arresa. Loro l'hanno costruita, pagandola di tasca loro e non sapendo nulla di strade.
E' come se io domani mattina mi alzo e costruisco una flotta di aerei. Preciso.
La strada è stata a pagamento per molto tempo, adesso è gratuita.
Ci fewrmiamo in una zona piena di koala (piena a detta di Cam, ne abbiamo visti 3), che teneri!!! dormono dalle 20 alle 22 ore al giorno, non mi paiono proprio animali da compagnia, ma sono davvero carini, qui sono liberi nel senso che non sono rinchiusi in gabbie ma vanno dove vogliono, un pò come i piaccioni in Piazza Saffi. A proposito, Albertina mi ha detto che adesso in piazza Saffi c'è il wifi. Succedono cose incredibili.
Arriviamo alla famosa Apollo Bay che è discretamente brutta e per questo ci fermiamo qui x pranzo. Dopo un lauto e gustoso lunch proseguiamo, adesso la strada si snoda per un'oretta all'interno, prati verdissimi, mucche e pecore (le pecore sono enormi qui, non so perchè), la strada è davvero bella; ci fermiamo anche a vedere una specie di foresta pluviale, niente di che..............
finalmente i 12 apostoli!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
A contarli bene non mi paiono proprio 12 però..... ah ecco mi spiegano che diversi pinnacoli sono collassati negli ultimi anni.
La forza delle onde ed il vento terribile li hanno praticamente consumati, si pensa che nel giro di una trentina d'anni non ci sarà più nulla da vedere in questa zona. Se non ovviamente la stupenda scogliera ed il mare, quelli rimangono!
Che dire....purtroppo le foto non parlano da sé, il panorama è meraviglioso. Non ho mai visto niente di simile in giro x il mondo, poi magari ci sono un sacco di pinnacoli simili ma io non li conosco.
Il freddo è imperiale. Io non sento più i piedi. Li vedo ancora però, è già qualcosa.
Proseguiamo per vedere il punto dove è collassato il London Bridge, un ponticello che collegava la terra ferma con un pinnacolo, non si sa cosa lo avessero costruito a fare onestamente e non si è fatto male nessuno quando è crollato, quindi nulla di grave.
Risaliamo sul bus ed ora si inverte la marcia e si torna verso casa (si fa x dire); questa volta passiamo per le campgne australiane, incontriamo piccole cittadine nel mezzo del nulla, i panorami e le cittadine mi ricordano molto l'interno degli Usa.
Ci fermiamo per rifocillarci, io prendo una zuppa di verdure bollente, è davvero cattiva ma l'importante è che sia calda....sta male se mi ci faccio il pediluvio? Mi dicono che non va bene.
Ritorniamo a casa alle 21,30, stanchi ma felici dopo aver percorso più di 600 km, abbiamo visto cose bellissime, alla fine i 95 dollari sono stati spesi bene.
Se penso che volevo fare il giro in bicicletta....